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Centro civico

Nuovo centro civico
concorso 2014-2015, monteggio

New city centre
competition 2014, monteggio

scala territoriale | L’edificio e la valle

La valle e la sua forma sono la premessa del progetto. Le sue pareti montagnose e il suo fondovalle sono gli elementi topografici del territorio con i quali si confronta il disegno dell’edificio pubblico. Se si considera poi l’estensione territoriale del comune, questa riflessione appare indispensabile.

Il nuovo centro civico si posiziona parallelamente all’asse longitudinale della valle della Tresa, parallelo alle curve di livello del cono di deiezione.

Il suo tetto racconta della sua posizione decentrata rispetto all’asse della valle e del suo nesso territoriale con le montagne adiacenti.

A nord si impenna brevemente verso il fronte scosceso a ridosso, mentre a sud si apre dolcemente verso il fondovalle aperto ed il suo distante fondale montano.

 

scala locale | Trait d’union tra i nuclei e la chiesa 

Il nuovo centro civico è un edificio lineare che crea un trait d’union tra i due nuclei adiacenti.

Al loro interno nel tempo si è formato un conglomerato additivo di edifici longilinei, allineati o perpendicolari alla topografia. Il nuovo centro ne assume il principio additivo e la relazione con la topografia.

La posizione allineata all’abside della chiesa e un sagrato verde di connessione tra di essi concorrono a definire una nuova centralità ed il suo spazio pubblico al fine di smussare la cesura della strada principale.

Il disegno del sagrato assume le due diverse pendenze naturali del terreno esistente, con piccole gradinate che a valle diventano una panca dove si può sostare.

La circolazione veicolare e pedonale a monte lascia il fronte a valle intonso, salvaguardano il carattere rurale del sito.

 

tipologia | Barchessa

 

La tipologia e l’espressione architettonica sono quella di una barchessa.

La barchessa è un edificio rurale di servizio, generalmente una tettoia edificata, rivolta a sud e adibita a contenere ambienti di lavoro, immagazzinare cereali ed attrezzi di lavoro. 

Il suo modulo seriale e la forma unitaria le permettono un’alta flessibilità di utilizzo ora ed in futuro. Invece di scegliere una forma specifica per ogni diversa destinazione d’uso il progetto crea un sistema che si adatti ad ogni funzione che il programma deve contenere.  

Anche gli spazi non riscaldati dei magazzini possono infatti trasformarsi in spazi per il terziario o per attività artigianali.

L’organizzazione prevede tre blocchi distinti di circolazione, la sala multiuso in testata con la possibilità di aprirsi verso il sagrato ed il parco pubblico, l’amministrazione pubblica immediadatamente vicina e ad essa collegata, mentre i magazzini ne concludono il volume.

 

espressione | Forma Locale

 

I prospetti esprimono la sezione dell’edificio, consentendo un illuminazione ottimale ed una percezione visiva del paesaggio. 

La sua forma tradizionale ma contemporanea si ricollega all’eredità moderna ticinese degli architetti Tami e Carloni. 

La tettonica è resa visibile da uno zoccolo in cemento armato e da una struttura leggera rivestita in legno di castagno, essenza tipica della vegetazione locale. 

Il sistema costruttivo prevede una struttura verticale a pilastri e nuclei in cemento armato a vista. 

Le pareti esterne sono composte da un tamponamento leggero interno, isolato e stratificato, rivestito in legno o cartongesso, strutturato in maniera da accogliere gli impianti al suo interno.

La facciata è ventilata e rivestita con liste di legno di castagno.

La struttura in ferro del tetto è isolata, con un plafone in legno che accoglie l’isolazione nelle parti calde, mentre nei magazzini rimane a vista. Il tetto è rivestito da una lamiera grecata a cui si aggiunge nella falda sud un’estensiva pannellatura fotovoltaica.