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Centro polivalente per anziani

Centro polivalente per anziani
concorso 2014-2015, losone

in collaborazione con studio inches architettura - locarno

Care home
competition 2014-2015, losone

in collaboration with studio inches architettura - locarno

 


Territorio La casa, la piazza e il parco

Losone si è sviluppato attorno a diversi nuclei storicamente separati tra loro. I tre nuclei sono caratterizzati dalla propria chiesa, da un conglomerato di piccoli edifici puntuali, framezzati da corti e ballatoi collegati da contrade e piccole piazze.

Il sito del progetto si trova ai piedi della collina del nucleo di San Giorgio, in una zona in origine campagnola, ma di edificazione recente e frammentaria. 

Oggi via Cesura rappresenta un importante asse civico che collega l’attuale Casa Comunale alla patrizia Casa Anziani fino alle scuole comunali ai Saleggi nella zona fluviale.

Il progetto di un nuovo centro polivalente per anziani rappresenta il potenziale di creare un luogo d’incontro e uno spazio pubblico lungo questa via che la prospettata volontà di pedonalizzazione o di moderazione del traffico e messa in sicurezza potrebbe rafforzare. 

La nuova piazza pubblica crea un nuovo centro di quartiere, unisce le due Case Anziani e le loro entrate. Un doppio filare di alberi ne struttura il passaggio e due file di panchine la completano perimetralmente. La sua pavimentazione in pietra collega inoltre il parco della Fondazione Patrizia al parco giochi all’incrocio di quartiere e al piano terreno pubblico del nuovo centro.

La posizione e la forma del nuovo edificio instaura una sinergia d’insieme con la Fondazione Patrizia. Il nuovo centro, un conglomerato a forma di piccolo nucleo, cerca un rapporto dimensionale e stabilisce un dialogo con tutti gli elementi del contesto: fondazione Patrizia, via Cesura, il parco ed san Giorgio.

 

Tipologia Le case nella contrada 

La tipologia del centro polivalente riflette l’organizzazione spaziale delle contrade adiacenti.

Le camere sono organizzate in sei case distinte di piccola dimensione, collegate fra loro da un ballatoio a ringhiera. Si crea così una relazione interno-esterno ricco e piacevole per gli anziani che dialoga con il paese e la sua popolazione. La luce, la vita di quartiere e il suo paesaggio circostante penetrano all’interno tra le “case” dell’edificio. Aprendo le verande vetrate dei ballatoi ci si affaccia come dalle logge del borgo. 

Grazie allo sfalsamento delle case il corridoio a batteria si frammenta, ritorna a una scala più umana. Al suo interno numerosi slarghi ospitano funzioni comuni, spazi di sosta e soggiorno che fungono da punti di riferimento per la comunità. Anche le due scale interne accompagnano l’ospite verso i corridoi principali fino alla terrazza esterna garantendo una chiarezza di orientazione e comunicazione visiva.

Ai piani superiori l’organizzazione delle case in cellule di quattro camere aiuta l’orientamento e la chiarezza di un proprio indirizzo personale all’interno della casa e crea un senso di appartenenza nei confronti del nuovo centro. Nella stanza la parete esterna è arredata con armadi a muro e una piccola scrivania dalla quale l’ospite può leggere o contemplare il tempo che passa. 

Il piano terreno ospita le funzioni comuni e pubbliche come zona pranzo e sala multiuso, ricezione e amministrazione. Anche la circolazione permette spazi di aggregazione, dove ci si può immaginare, ad esempio, gli anziani seduti attorno ad un tavolo comune come in un osteria di quartiere. Da questi spazi interstiziali si raggiunge il parco, immaginato quale estensione organica del nuovo centro. Nel parco si propone gli orti  preesistenti riorganizzati in aiuole lungo un percorso con aree di sosta. Gli orti, oltre a produrre verdura per il centro, offriranno un jardin potager che scandirà il tempo e i colori del giardino a ritmo delle stagioni, dove gli anziani ritroveranno giornalmente il loro orto casalingo.

Al piano tetto la zona Alzheimer costituisce un’entità ben distinta, in posizione privilegiata. Dalle camere si esce con un percorso minimo nel giardino pensile: un patio aperto, spazio intimo nel quale passeggiare tra piante, vasi sul balcone e godere il belvedere. Si può facilmente immaginare che tale configurazione offra pure la possibilità di estendere in futuro l’offerta di camere con un’ulteriore unità. 

 

Espressione Trama d’insieme

L’espressione architettonica del nuovo centro ricerca una consonanza polifonica sia con la Fondazione Patrizia di cui rappresenta il fronte prospiciente sia con la materialità costruttiva del nucleo adiacente. La sua facciata in mattone klinker grigio, con la sua tessitura irregolare dialoga con le costruzioni in pietra tradizionali del nucleo e nel contempo con la Casa Anziani.

L’espressione tettonica del mattone di rivestimento è semplice e astratta, come la struttura portante in mattone che la sostiene. La sua trama è punteggiata da pochi dettagli essenziali: marcapiano, davanzale e variazione dimensionale dei mattoni (intero, ¾ e ½). La facciata può essere prefabbricata e posata a pannelli.

I serramenti delle camere sono previsti in larice con un’anta di ventilazione pannellata. Un serramento continuo garantisce la trasparenza delle verande nell’intermezzo tra i corpi di fabbrica pieni.